Paul Gehring dalla prima pedana all’ultimo casting “Who are You” a Milano

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Paul Gehring dalla prima pedana all’ultimo casting “Who are You” a Milano

Paul Gehring, hairstylist spagnolo, noto nel settore come guida in tutto il mondo, ricorda anche lui della sua prima pedana le ginocchia tremolanti.

Beh, a vederlo lavorare oggi non si direbbe, eppure ci racconta di aver dovuto compensare l’insicurezza con il coraggio.

Non si sentiva preparato.

Ma lo era eccome e il tempo lo ha dimostrato.

La prima pedana per un haistylist è sicuramente quella che rimane più impressa, come il primo amore.

E’ quella che mette di fronte a qualcuno che deve giudicare le tue idee, la tua impressione di moda, il tuo modo di esprimerti per valutarlo o accantonarlo.

Fatto sta che la prima è quella di cui ci si ricorda con maggiore attenzione.

Poi c’è la creatività.

E’ nel momento in cui viaggiamo e vediamo che siamo ispirati.

Più cose catturano la nostra attenzione, più la nostra mente tende ad immagazzinare ciò che vediamo e a rielaborare le esperienze che abbiamo avuto.

Tutto questo fa si che le conoscenze avute nell’arco della propria esperienza lavorativa, sono quelle che, grazie anche ai viaggi all’estero, amplificheranno la personale visione della moda per creare quello che diventerà poi il proprio stile: unico e riconoscibile.

Per Paul creare significa innanzitutto annullare il gusto personale.

Non può esistere il “non mi piace ciò che non capisco”.  E’ importante avere la mente aperta.

Infine, per poter insegnare un’idea, è importante  bilanciare il pensiero intuitivo con il pensiero analitico.

L’ispirazione per un hairstylist può provenire da una cena, un giro in città, una serie tv.

E’ mescolare insieme un taglio e una nuance e proprio parlando di questo, Paul afferma che quando si parla di colore a lui piace più sussurrare che gridare.

Sua stretta collaboratrice, unita a lui anche nella vita è Encarna Pachon.

Quale è il segreto del successo nella vita e nel lavoro di entrambi?

-Ci siamo trovati in un momento molto decisivo per entrambi. È cominciata come una relazione di lavoro che è diventata personale. Importante è il rispetto e l’ammirazione tra di noi. Sapere come riconoscere e accettare che ci sono punti di forza e di debolezza di ciascuno. Abbiamo un gusto molto simile. E poi personalmente non ho problemi a delegare lavori ad altri che ritengo più bravi di me. –

Nell’ultimo periodo Paul si è occupato anche di curare lo stile di Úrsula Corberó, la famosa Tokyo ne “La casa di Carta”. Abbiamo chiesto come è nata questa collaborazione, in particolare di raccontarci di questo ormai conosciutissimo “caschetto di Tokyo” indossato ne ” La casa di carta”.

– In realtà non siamo stati noi a realizzarlo.

In Spagna lei è un’attrice famosissima ed il suo look è molto commentato. Per la nostra collezione “Who Are You” cercavamo in un casting a Milano di fare il Mullet di Úrsula, ma quella stagione dove lei portava il Mullet, non era ancora uscita in Italia.

Non trovavamo nessuna ragazza che voleva fare quel taglio, ad eccetto di un ragazzo con capelli ricci che lo conosceva già.-

Il Mullet di Tokio e capelli scalati in generale saranno il nuovo look della prossima stagione.- afferma.

Intercettare e intuire le nuove mode è sempre una continua ricerca e Paul, quando è in giro per il mondo, non è dal paese che lo ospita che si lascia ispirare, bensì dalle persone.

Negli Stati Uniti c’è un movimento interessante di comunità di parrucchieri indipendenti.

L’Europa ha invece ancora un vecchio stile in fatto di moda capelli.

Con il Covid 19 però si prospetta un passaggio per l’intero mondo dell’hairstyling visti i cambiamenti che si stanno pensando in questa delicata fase di pandemia.

-Il Covid-19 è un catalizzatore di cambiamenti che si vedeva prima della crisi. Da “fatturato per metri quadri” a spazi privati (neanche visibile dalla strada) con più intimità, dedicando più tempo alla cliente. Il nostro lavoro sarà più valorizzato, anche economicamente.  – Questa, ci spiega Paul, sarà la nuova visione di benessere per il futuro ce ci attende.

Bisogna dunque lanciarsi verso nuove prospettive e nuove sfide?

Quale consiglio, chiediamo quindi a Paul, ci suggerisce per gli Hairstylist in erba che dovranno lavorare in questo nuovo contesto?

-La cosa più importante è sentire una vocazione per la moda e la cultura- Ma questo vale non solo per i capelli.

Non pensare al guadagno economico i primi anni, ma a formarsi come stilista e come persona.

Vivere e lavorare in una città multietnica arricchisce. Nella vita poi, bisogna essere sempre una brava persona.-

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