Dispnea – il loro ep omonimo

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Dispnea – il loro ep omonimo

Immaginate se un terremoto avesse sconvolto la geografia dell’Europa e al posto di Berlino trovassimo Palermo al centro dell’Europa, a fare da crocevia per le mille declinazioni del fu punk tedesco. Gli ambienti New Wave dei primi anni ’80 avrebbero visto certamente i Dispnea al centro della scena electro e probabilmente le vocali aperte sarebbero ora il tratto distintivo di tanta parte della musica contemporanea. Giochi a parte, l’ep presentato da questa nuova formazione che prende le mosse dai Das Es (talentuosissima band del capoluogo siciliano, in cui tutti i componenti hanno militato) rappresenta una perla rara nel vuoto cosmico che la scena italiana propone.

Quattro tracce densissime di contenuti ed elaborazione sonora, ottenute grazie alla supervisione di Francesco Less, sempre più eclettico musicista, che di recente ha preso a confrontarsi con la produzione musicale dal suo “buon ritiro” di Cianciana, ridente paesino dell’Agrigentino nel quale sta provando a seminare, con pazienza e dedizione, importanti “semi di cattiveria” (per dirla alla Nick Cave). Proprio i suoni dei quattro brani (Ma perché non 5? Perché non 10?!!!) sono la parte golosa di questo meraviglioso “dolcino”. Una cassata a tinte fosche, in cui basso e batteria formano un unicum solidissimo guarnito da una glassa di elettronica minimale che ingolosirebbe l’ascoltatore più portato alla critica gratuita. Intelligente e spontanea anche la scelta di alternare l’italiano all’inglese. Perché, come ci insegnano i progetti più lungimiranti, ormai non esiste più un concetto di patria e di idioma. Che tutto tende ad universalismo auspicabile, in cui, al più, saranno i singoli dialetti a dirci chi siamo.

Così “I can’t breathe”, “Survive”, “Arturo” e “Little Mind” vengono a raccontarci che non ci sono soltanto i gruppi che ce la fanno, ma che in giro c’è un mare di gente talentuosa che, lontano dai circuiti dei palchi “importanti”, continua a fare musica con una passione feroce. Passione che lavoro, routine, sacrifici quotidiani e famiglie, non sono riusciti e non riusciranno mai a sopire. “Arturo”, in particolare, è una vera e propria perla. Ci parla dei nemici che tutti abbiamo, ma che mai si palesano. Nemici velenosissimi che sembrano nascondersi dietro a nomi banali, dimessi, un po’ ridicoli. I Dispnea ci parlano di cose nuove con linguaggi vecchissimi. O, forse, di cose vecchissime con linguaggi nuovi. Non lo so. Non mi interessa. Ascolto. Ri-ascolto. E nella pioggia di questa giornata, tutto sfuma come da tempo non accadeva. Ascolto. Ri-ascolto. E sono felice.

Link streaming su Spotify:

https://open.spotify.com/album/3ezLoqRIljSYcjSJXxLSdF

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