Con Cenere, la scrittura diventa uno strumento di consapevolezza e resistenza emotiva. Il nuovo singolo “Love Bombing” nasce da un’esperienza personale rielaborata con lucidità e coraggio, trasformando il vissuto intimo in un racconto universale sulle dinamiche della manipolazione affettiva e sui meccanismi sottili della dipendenza emotiva.
Tra parole affilate e una produzione rock tesa e tagliente, il brano restituisce tutta l’urgenza di un risveglio interiore: quello che arriva quando si riesce finalmente a dare un nome a ciò che si è vissuto. “Love Bombing” è un pezzo che alterna pieni e vuoti, presenza e assenza, proprio come il ciclo emotivo che descrive, mettendo al centro il tema della consapevolezza come primo atto di salvezza.
In questa intervista per Evra Press, l’artista racconta il percorso che l’ha portata a riconoscere e decostruire una relazione tossica, il lavoro di osservazione e informazione che ha accompagnato la scrittura del brano, e il valore terapeutico della musica come spazio sicuro in cui rimettere insieme i frammenti. Un dialogo sincero che attraversa psicologia, emozioni e suono, lasciando emergere un messaggio chiaro: imparare a riconoscere le proprie fragilità è il primo passo per tornare a volersi bene.
“Love Bombing” è anche una riflessione sulle dinamiche psicologiche della manipolazione affettiva. Quanto hai studiato o osservato questo fenomeno prima di raccontarlo?
Su questa tematica mi ha ispirata e illuminata il podcast di Roberta Lippi che si intitola proprio Love Bombing. Questo tipo di manipolazione è utilizzata in vari ambiti e tende a farti sentire accolta, ammirata, stimata, a creare un legame di esclusività e dipendenza per poi portarti a fare cose che normalmente non faresti. Tutti e tutte in un preciso momento della vita possiamo essere agganciati e raggirati, nessuno escluso, tutti e tutte abbiamo dei punti fragili e delle crepe che lasciano uno spazio fertile a queste dinamiche manipolatorie, informarsi e fare un percorso per riconoscerle è fondamentale.
Il brano mette al centro la consapevolezza: quando hai capito che ciò che stavi vivendo aveva un nome e una dinamica precisa?
Ho rielaborato tutta la relazione, già dai primi momenti, le esternazioni di stima e complimenti erano molto amplificate, alternate da momenti di disconnessione, ghosting e disistima in un ciclo a cadenza regolare. Non conoscendo bene la persona, ho pensato che avesse bisogno di tempo per assestarsi a una nuova relazione, ma poi ho capito che non era così, c’era qualcosa che non mi tornava. Paradossalmente pensate che lei è stata la prima persona a parlarmi di “love bombing” così sono andata a cercare questo termine e la descrizione era perfettamente sovrapponilbile a quello che avevo vissuto.
La produzione rock e tagliente amplifica la sensazione di urgenza. Come hai costruito questa atmosfera sonora insieme al tuo team?
Renato D’Amico ha curato la produzione artistica rendendo il brano ancora più incisivo con un groove di batteria asciutto e scandito alternato a momenti di vuoto, un vuoto spiazzante proprio come la sensazione insita nel brano, un intermittenza emotiva tra presenza e assenza trasmessa con riff distorti e interferenze dissonanti.
Il testo sembra un processo di autoanalisi: quanto è stato terapeutico scriverlo?
Scrivere ciò che ci attraversa, dare voce alle nostre emozioni, fragilità e paure è sempre curativo. Ci aiuta a non trattenere la negatività, a portarla fuori da noi e alleggerire il carico, è un atto che a mio avviso dovremmo praticare tutti e tutte.
Qual è il messaggio psicologico e umano che speri possa arrivare a chi ascolta?
Di rialzarsi, accettare la fine, andare avanti e cercare di volere sempre il meglio per se stessi.







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