Blue Drama esordisce con il loro primo album che si intitola “La giostra”

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Blue Drama esordisce con il loro primo album che si intitola “La giostra”

I Blue Drama, un trio rock italiano, esordisce con il loro primo album che si intitola “La giostra”. E’ la sintesi sonora di un connubio di tre artisti che dura dal 1984. Questo album è l’epilogo di una carriera spesa all’insegna della musica rock italiana, di anni passati sui palchi e in tantissime formazioni, è la condensazione della formazione e della dedizione al suono e alle strutture armoniche che hanno caratterizzato la produzione internazionale e anche italiana del periodo tra gli anni ’80 e ’90.

Così Mario Assennato(chitarra e voce), Andrea Bartolini(basso e voce), le due anime dei Blue Drama, insieme all’ex batterista, Massimo D’Amico, sostituito poi da Marco Casalini, circa quattro anni fa hanno deciso di dar voce al loro rock e alle loro emozioni e, sfruttando anche il periodo pandemico nel quale la musica live era ferma, hanno finalizzato in studio questo lavoro composto da dieci brani inediti ed una reinterpretazione del famosissimo brano del cantautore Luigi Tenco intitolato “Mi sono innamorato di te”. I Blue Drama con questo album hanno così realizzato il loro sogno finale, cioè produrre un loro lavoro e suonare la loro musica: un traguardo importante per qualsiasi artista.

Veniamo ai brani. Non c’è un filo conduttore tra le varie tracce che compongono questo lavoro. La band ha musicato di getto quello che gli veniva dettato dalle loro esperienze di vita e musicali, cercando di trovare una via comune, una mediazione tra loro nei brani che si sono rilevati un po’ più complessi nella stesura musicale.

L’album si apre con un intro, “La Verità”, nato incidentalmente durante la registrazione dell’album e si entra subito nel vivo con il pezzo “Quello che non sai”. Colpiscono di questo pezzo gli inserti di synth che svecchiano molto un brano che altrimenti sarebbe rimasto nell’anonimato. Il testo non è particolarmente profondo ma comunque sufficientemente coinvolgente. Passerei poi a “La Giostra”, pezzo, che dà il titolo all’album. Inizio molto energico che fonde riff esterofili alla melodia italianeggiante, ma il pezzo si sgonfia man mano che si arriva al ritornello. Niente di estremamente entusiasmante ma comunque il refrain ti porta a canticchiargli dietro. La variazione inserita nel bridge salva il tutto. Lo stop alla Pooh sembra un po’ troppo retrò e poi si procede verso il finale. Forse nei tre minuti e mezzo si poteva condensare una versione con più appeal.

Si procede poi diretti alla cover “Mi sono innamorato di te” che nelle sue variazioni è molto efficace e ha tenuto bene sino alla fine senza ‘essere troppo tutto’. Un ascolto piacevole. Salterei poi ad “Asociale”. L’attacco è bello. Forse è il pezzo, insieme a “Quello che non sai”, che tira fuori la stoffa di questo trio. Il testo tiene bene ma senza strafare. Anche qui cinque minuti sono troppi.

Chiuderei con “Spacca il tempo”, un pezzo saltellante alla ZZ Top che non dispiace. Condisce il tutto qualche stop e qualche solo. Anche qui erano sufficienti tre minuti per ‘blisterare’ il senso di tutto, ma comunque anche così va giù bene sino al finale, nel quale riecheggiano riff che fanno parte della storia del rock. Le tracce sono registrate bene e il mastering è efficace e di qualità. L’etichetta è la Ghost Records.

Link Spotify: https://open.spotify.com/album/58SYpdThqYAsw1jlATgFJx

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