“Un mondo nuovo” è il nuovo singolo con cui Rob D’Elia porta nella sua musica un’esperienza personale trasformata in un messaggio di speranza. Il brano nasce da un momento complesso e prende forma attraverso una scrittura profondamente legata alle emozioni vissute dall’artista, senza perdere quella componente rock e cantautorale che caratterizza il suo percorso. La ricerca dell’autenticità passa anche dal suono, dalle chitarre agli amplificatori vintage, in una produzione che mantiene un forte legame con la dimensione analogica e con l’essenza della performance. D’Elia guarda alla musica come a uno spazio nel quale raccontare sentimenti universali, evitando di inseguire necessariamente le logiche del mercato. Il singolo rappresenta così un nuovo tassello di un percorso che lo porterà verso il secondo album solista. In questa intervista l’artista racconta l’ispirazione dietro “Un mondo nuovo”, le influenze che ne hanno accompagnato la nascita, il messaggio del brano e i progetti che seguiranno.
Benvenuto e grazie per aver accettato questa intervista. Cominciamo parlando del singolo. Qual è il titolo e di cosa parla?
Il titolo è “Un mondo nuovo”. La molla che mi ha spinto a scrivere questo brano è stata la necessità di lasciare un messaggio di speranza, per me stesso e le persone che avrebbero ascoltato il brano, una sorta di estremo bisogno per esorcizzare un momento complicato della mia esistenza.
Che tipo di ispirazione hai avuto per questa canzone?
Cerco di trarre ispirazione da cantautori come John Mayer, James Bay, ma anche Hendrix e Dave Grohl, cerco di gestire un ampio raggio di interesse quando ascolto musica, ultimamente sto ascoltando molto una band britannica, i Nothing but thieves, adoro le loro sonorità ed il loro leader ha una voce angelica e feroce allo stesso tempo.
Qual è il messaggio principale che vuoi che gli ascoltatori ricevano da questa canzone?
Vorrei veicolare un messaggio di speranza, d’amore e riflessione ma con leggerezza, non vorrei mai che chi ascoltasse il mio disco si sentisse appesantito dalla musica o dalle parole che scrivo, non sono un cantante politico, ho le mie forti idee, ma non vorrei farei mai un disco che parlasse solo di attualità, vorrei che arrivasse un po’ di bellezza, credo che il compito dell’artista sia anche quello.
Che cosa rende questo singolo diverso dal tuo lavoro precedente?
Si, contrariamente a quanto il mondo produce a livello sonoro, sono amante della “verità” dei suoni, non sono ancora riuscito ad utilizzare dei profiler come la maggior parte dei miei colleghi artisti e chitarristi, le mie canzoni nascono sempre con una chitarra acustica ed una voce, cerco di trovare sempre l’essenza nella musica, partendo sempre da una radice “umana” e non digitale.
Oltre a questo singolo, quali sono i tuoi prossimi progetti musicali?
Il progetto principale è quello di terminare la produzione dell’album e portarlo live il prima possibile.






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