Benvenuti – è uscito “Ex Marmore”

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Benvenuti – è uscito “Ex Marmore”

Da sempre esiste un filone, nel genere dell’elettronica, che può essere definito politico. Pensiamo alla furia iconoclasta dei Test Dept negli anni ’80, chiaramente schierati su posizioni socialiste, o ai Kraftwerk di Computer World, pieno di riferimenti alla digitalizzazione della società, o ancora alla sottile critica al capitalismo mossa da artisti come i Massive Attack, i Chemical Brothers o il grande Aphex Twin.

In tempi nei quali la Questione Palestinese sembra passare in secondo piano, sopraffatta da voci che quasi annunciano l’inizio della Terza Guerra Mondiale, su Spotify e sui migliori digital store è apparso Ex Marmore, secondo album di BENVENUTI, che trae spunto da un fatto reale e tangibile, ovvero le proteste filo-palestinesi avvenute ovunque in Italia. Questo musicista è Davide Benvenuti, vincitore dell’ultima edizione del premio “Lucio Dalla” (nella categoria “producer”), di stanza a Bologna, che ha alle spalle l’Ep Malalingua, nel quale psichedelia, e cantautorato si mescolano molto bene, e che appare completamente diverso da Ex Marmore.

Il nuovo disco è sperimentazione pura: prodotto da Avantsound, side label dell’etichetta Isulafactory, è, come dicevamo, un tributo ad una fase precisa della storia mondiale, e si colloca su precise posizioni politiche. Basterebbe ascoltare la prima traccia dell’album, A1: nell’ottobre 2025 i manifestanti Pro Pal hanno bloccato l’omonima autostrada. Benvenuti ha utilizzato delle registrazioni che raccolgono suoni e voci risalenti a quei momenti e li ha resi base di un brano elettronico, carico di toni puri, flussi sonori, effetti droni, che non coprono mai le registrazioni di quegli attimi, ma li collocano in una dimensione tecnologica.

Ut fama è invece costituito da un arpeggio in loop sul quale si innestano suoni elettronici generati da synth, mentre in sottofondo si ascoltano cori che incitano alla vittoria. Tra droni, strutture complesse, architetture elettroniche, assistiamo ad un continuo crescendo di intensità, che si stempera nell’ultimo minuto, nel quale i suoni diventano maggiormente percussivi e annunciano un’apocalisse imminente. Questi suoni portano, senza una pausa, al brano successivo, La Conferenza di Wansee, che prende il titolo da uno dei momenti forse più cupi della storia: in questa conferenza Hitler e le SS decisero le modalità di attuazione dello sterminio degli ebrei. Il brano è costituito da suoni acuti che emergono da una base sonora ipnotica e confusa, nella quale sono presenti le consuete voci, i cori dei manifestanti. Il brano vuole essere una riflessione sul male, sul rapporto tra politica e violenza, e sicuramente istituisce un parallelismo tra i due genocidi: il primo, che tutti conoscono, il secondo, che si sta attuando in silenzio.

E proprio il successivo Ignes ci riporta ad una dimensione più intima, dato che i volumi si abbassano, il sottofondo continua a stridere (il brano ricorda alcune composizioni di Penderewki), ad un certo punto possiamo sentire delle note di pianoforte. Urbem è un’altra volta immersione nella violenza del presente, con suoni ipnotici, di altezze diverse, che sembrano lame, caratterizzati dal celebre effetto drone, ottima espressione della violenza del presente. I suoni della manifestazione sono sullo sfondo. Sul finale i droni sembrano provenire da un organo di qualche cattedrale europea.

In Oppidum sembra di assistere a suoni acuti random, generati a caso da un algoritmo, seppur identificabili in note precise. La base è costituita da note gravi, in loop. Si tratta della composizione più estatica, quasi momento contemplativo del male. Nel finale la composizione mostra un’indole drammatica. Cruore Sumud Flotilla (riferimento alla celebre iniziativa umanitaria) è, assieme alla successiva Ex Marmore, l’unica composizione del disco che risente della forma canzone. In bilico tra i CSI ed il Battiato più declamativo, in queste tracce Benvenuti esplica a parole il significato dell’album. In Cruore, sopra un sottofondo cupo ed apocalittico, si parla di un bambino che gioca con la democrazia e si sporca le mani di sangue, ed in conclusione vengono declamati versi latini; Ex Marmore è una declamazione sulla violenza contro il popolo palestinese. “Se la morte non vi appartiene, non vi appartiene il nome, per il sangue di un figlio palestinese”, “brucia tutto fuori “ sono parole chiare di quella che è quasi una poesia. “Compagni, alle armi”, perché nonostante tutto ciò c’è chi ha ancora un sogno. Il brano raggiunge inaudite punte emotive e per la prima volta il sottofondo elettronico smette di fare paura, ma si piega alla declamazione. La composizione risente di un’estrema cura del dettaglio, ed è davvero sorprendente notare in un artista così giovane la maturità di scrivere un brano così equilibrato in senso musicale, e così originale.

E proprio la ricerca dell’originalità, frutto del desiderio di osare, che spinge Benvenuti a creare un viaggio musicale autentico, capace di travolgere ed emozionare, e di elevare alcuni episodi dell’epoca presente ad una dimensione universale.

Link streaming: https://open.spotify.com/intl-it/album/203MQOb0DCZgEi58calFkI

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