Ci sono canzoni che richiedono mesi di lavoro e altre che sembrano trovare da sole la strada per venire alla luce. È il caso di “Non mi va”, il nuovo singolo di Alice Blasi, un brano che nasce dall’urgenza di trasformare emozioni e riflessioni in musica, mantenendo intatta la spontaneità del primo istante creativo.
Con un sound dalle sfumature indie-rock e un testo diretto, l’artista affronta il tema della libertà personale, mettendo in discussione una società sempre più orientata al consenso, alle aspettative e ai ruoli imposti. Il risultato è una canzone che unisce leggerezza e profondità, capace di raccontare le fragilità senza rinunciare all’energia.
Nel corso di questa intervista per Evra Press, Alice Blasi ripercorre il processo creativo che ha dato vita a Non mi va, dalla scrittura nata in una notte insonne fino al lavoro di produzione realizzato insieme a Riccardo Samperi. L’artista parla dei dubbi che accompagnano ogni percorso creativo, dell’importanza di restare fedeli alle proprie emozioni e del significato di uno dei versi più rappresentativi del brano, che denuncia una società in cui “perdi se voli”, ma invita anche a riscoprire il valore dell’autenticità e dell’imperfezione.
Da dove nasce normalmente una tua canzone: da un testo, da una melodia o da un’emozione?
La mia scrittura è molto istintiva, quasi un flusso di coscienza.
Non credo sia importante quanto tempo impieghi a scrivere un testo, ma quanto intensamente hai vissuto prima di farlo, quante emozioni hai attraversato e portato con te.
Ogni mia canzone nasce da una sensazione, da un’esigenza autentica di condividere qualcosa che ho vissuto e sentito profondamente.
Come si è sviluppata la scrittura di “Non mi va”?
“Non mi va” è nata in una notte insonne. Ha preso forma nel giro di pochi minuti, quasi per gioco.
È un brano nato come uno sfogo, un piccolo manifesto di libertà racchiuso nell’ironia e nell’immediatezza di pochi versi.
Hai modificato molto il brano rispetto alla prima versione?
Nonostante le modifiche apportate all’arrangiamento, il brano è rimasto molto fedele alla sua prima stesura.
Qual è stato l’aspetto più impegnativo della produzione?
Credo che la realizzazione di questo brano sia avvenuta in modo molto rapido e naturale, perché il messaggio da cui nasceva aveva già una sua identità e chiedeva semplicemente di trovare la giusta forma per essere raccontato.
Ringrazio profondamente Riccardo Samperi per aver dato vita a un arrangiamento in perfetta sintonia con il brano, capace di accompagnare il testo e valorizzarne l’essenza.
Quanto contano le chitarre e l’energia rock nell’identità del pezzo?
Nonostante le chitarre non siano le protagoniste del brano, credo che contribuiscano in modo decisivo a definirne il carattere, esaltandone l’energia indie-rock.
L’arrangiamento è stato pensato proprio per trasmettere leggerezza, accompagnando la semplicità e l’immediatezza del testo senza mai sovrastarlo.
Durante la lavorazione hai avuto dubbi sul risultato finale?
I dubbi fanno inevitabilmente parte del processo di scrittura e lavorazione di un brano. Non è mai facile scegliere di esporsi, mettersi a nudo e trovare la forma giusta per raccontare qualcosa che senti profondamente e che hai la necessità di condividere.
C’è un verso al quale sei particolarmente legata?
“E mi piace pensare che sia tutto un gioco di ruoli, dove si è un po’ più soli, dove perdi se voli.”
Con questo verso volevo raccontare una società che spesso assomiglia a un gioco di ruoli, in cui l’individuo finisce per diventare prigioniero delle proprie catene.
Credo che oggi, più che mai, siamo portati a cercare il consenso e la validazione degli altri. Inseguiamo modelli di perfezione irraggiungibili, quasi utopici, e ci sentiamo costantemente chiamati a essere performanti, mettendo da parte tutto ciò che viene considerato un’emozione “negativa”.
Così, poco alla volta, rischiamo di allontanarci da ciò che ci rende davvero unici: la nostra umanità, fatta anche di fragilità, imperfezioni e contraddizioni. Ed è proprio in quelle crepe, a volte, che si nasconde la parte più autentica di noi.







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