Atleta e artista, Sebba è un esempio di come corpo e spirito possano convivere nel medesimo slancio creativo. Se da un lato affronta la pressione delle gare sportive, dall’altro si lascia attraversare dalla vulnerabilità che solo la musica sa svelare. Con il nuovo singolo Vanità, Sebba si mette a nudo, raccontando le fragilità che spesso si celano dietro l’apparenza del successo.
Nell’intervista per Evra Press, l’artista riflette sul significato dell’essere “veri” in un mondo dominato dalle maschere, sul potere terapeutico della musica e su quel pubblico silenzioso che cerca comprensione, conforto, e una voce che gli somigli. “Vanità” diventa così un grido intimo, un abbraccio sonoro per chi ha attraversato tempeste interiori e ha imparato a conviverci.
Sebba è atleta e artista. Come riesci a bilanciare la pressione delle competizioni con la vulnerabilità che richiede la musica?
Non è una cosa semplice peró quando c’è la passione, sono convinto che si possa fare tutto. Al momento riesco a tenere testa ad entrambe, in futuro non so…
Le vittorie sportive hanno mai mascherato fragilità personali che solo la musica ti ha permesso di esprimere?
Ovviamente, quando si vince agli occhi degli altri si appare grandi ed invincibili. Invece la vita, come sappiamo, è fatta di molto altro. Delle tante sconfitte che inevitabilmente si devono affrontare, tra sport, lavoro e quotidiano, ai sentimenti che ci pervadono giornalmente e che ci accompagnano lungo il nostro percorso.
“Vanità” è anche un confronto con se stessi. Quanto ti ha aiutato la musica ad accettare certe verità?
La musica è la migliore terapia per l’anima. C’è sempre una canzone pronta a capirti ed a spiegarti chi sei molto meglio di quanto tu abbia pensato mai di sapere. Spero che la mia possa fare anche questo con chi si trovi ad ascoltarla.
Cosa significa per te essere “vero” in una società che spesso celebra solo l’apparenza?
Essere vero al giorno d’oggi non è più un fondamentale, spesso si tende ad essere cangianti in base a quello che si vuole ottenere, alla situazione. Credo che, soprattutto negli ultimi anni, gli artisti che hanno avuto successo, sono maggiormente quelli che sono ritenuti credibili in quello che fanno e come lo fanno, anche senza avere delle doti musicali o canore eccelse.
C’è un pubblico ideale a cui ti rivolgi con questo brano?
Mi rivolgo a chi ha sofferto per amore, a chi ha avuto dei momenti di instabilità e chi ha affrontato delle vere e proprie tempeste in silenzio. Che possa avere nella mia musica quella valvola di sfogo e possa essere compreso per vivere meglio e sentirsi meno solo.
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