Mauro Cesaretti: intervista al cantautore

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Mauro Cesaretti: intervista al cantautore

Mauro Cesaretti, classe ’96, dopo una lunga formazione teatrale e musicale tra pianoforte, canto e coro, raggiunge il suo “battesimo” artistico con la poesia nel 2013, organizzando presentazioni e spettacoli in giro per l’Italia. Nel 2016 inizia a scrivere le sue prime canzoni ed esordisce come cantautore nel 2019 vincendo numerosi premi (tra cui Voci d’Oro 2019, A Voice for Europe 2019, Musica È 2022, Cantagiro 2022, Discanto 2023), una borsa di studio in composizione per il Cet di Mogol nel 2020 e una masterclass in songwriting della Berklee College of Music di Boston nel 2022. Finalista di molti festival (tra cui Castrocaro, Premio Lunezia, Ny Canta, Premio Bertoli, Je So Pazzo, Percoto Canta e molti altri) negli anni ha conosciuto svariati autori e compositori illustri. Attualmente porta avanti il suo progetto musicale realizzando inediti per artisti emergenti: Luana Frazzitta e Angela Tesone.

Benvenuto e grazie per aver accettato questa intervista. Cominciamo parlando del singolo. Di cosa parla?
Grazie a voi! Panofobico racconta la sensazione di paura onnipresente, quel terrore irrazionale che a volte ci assale senza una causa precisa. È un viaggio emotivo dentro l’ansia e l’insicurezza, ma anche un tentativo di esorcizzarle attraverso la musica.

 

Che tipo di ispirazione hai avuto per questa canzone?
Mi sono ispirato alla storia di una persona molto vicina a me. Ho voluto dare voce a chi si sente sopraffatto dalle proprie paure, trasformando un’emozione negativa in un’esperienza condivisa attraverso la musica.

 

Qual è il messaggio principale che vuoi che gli ascoltatori ricevano da questa canzone?
Voglio far capire che non siamo soli nelle nostre paure e che l’amore può essere una grande forma di riconciliazione con noi stessi. A volte ci sentiamo intrappolati, ma la musica può essere un rifugio, un modo per affrontare e accettare le nostre fragilità urlandole al mondo.

 

Che cosa rende questo singolo diverso dal tuo lavoro precedente?
Rispetto ai miei lavori precedenti, Panofobico segue l’introspezione di “Figlio di papà” ma ne prende una strada del tutto sperimentale. Ho giocato di più con la produzione e con l’uso della voce per creare un senso di immersione emotiva più profondo, usando anche cori nello special.

 

Oltre a questo singolo, quali sono i tuoi prossimi progetti musicali?
Sto già lavorando a nuova musica! Non voglio anticipare troppo, ma ci saranno altre canzoni che presto vi faranno ballare e riflettere.

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