Nina Duschek torna con “Unapologetic”, un singolo che unisce ironia tagliente e consapevolezza emotiva. Il brano, scritto in inglese, riflette una nuova fase artistica in cui Nina afferma con forza il diritto di esistere senza compromessi, mescolando immagini audaci e introspezione. Dalla scelta della lingua alla costruzione dei testi, la cantautrice ci guida attraverso il suo processo creativo, fatto di intuizioni, riflessioni e verità da inseguire con precisione. In questa intervista, ci parla del potere delle parole, della musicalità istintiva della scrittura e della possibilità di reinterpretare Unapologetic anche in italiano, mantenendone intatta l’essenza ribelle.
Il verso “I spread [my love] on your breakfast toast” è potente: come ti è venuta questa immagine?
Volevo fare un gioco di parole, poiché in inglese la parola “spread” si usa nel contesto di “condividere” ma anche di “spalmare”. A me piaceva come metafora, perché è molto ironica ma allo stesso tempo diretta e vera.
Scrivi prima in inglese o in italiano? Come scegli la lingua delle tue canzoni?
Fino a qualche mese fa ho sempre scritto in inglese, perché era quello che mi veniva sempre naturale di fare. Forse perché sono cresciuta con le grandi pop-star degli anni 2010, come Lady Gaga, Katy Perry ecc… peró ho iniziato a scrivere anche in italiano qualche mese fa, una cosa che non avrei mai pensato di fare, ma devo dire che mi sono proprio innamorata. Scelgo la lingua in base al progetto che sto facendo e al momento sto lavorando su qualcosa in italiano.
Hai una scrittura più impulsiva o più riflessiva?
Bella domanda! Direi che la mia scrittura è piuttosto riflessiva. Voglio sempre capire di cosa parlo veramente… non mi piace scrivere dei testi che mi sembrano troppo vaghi, troppo poetici, che nemmeno io stessa capisco… voglio sempre giungere a una veritá piú profonda con quello che dico e voglio trovare il modo piú semplice, ma allo stesso tempo, meno scontato per dirlo. Ho dei “flash” a volte dove mi vengono delle idee per dei titoli… con “Unapologetic” è proprio stato cosí. Ma poi veramente entrare nel concetto della canzone e nella sua veritá, per quello mi voglio sempre dare il tempo per trovare le parole giuste.
Quanto conta per te la musicalità delle parole?
Non ci ho mai pensato, per dire la veritá. Per me è piuttosto una cosa istintiva usare certe parole invece che altre. Adesso che ci penso, anche la parola “Unapologetic” ha il suo ritmo. Ma non è una cosa a cui penso attivamente… magari con le prossime cose su cui lavoreró ci potró fare piú caso.
Hai mai pensato a una versione italiana di Unapologetic?
Certo! Anche se non voglio proprio “copiare” la canzone… è piuttosto un’energia che voglio esprimere. Quella di “fregarsene” e di fare quello che è giusto per uno stesso. Quella, sicuramente, è l’energia di “Unapologetic” ma può essere interpretata da prospettive diverse.
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